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  • Immagine del redattoreMarialivia Sciacca

Omaggio all'isola

Aggiornamento: 2 ago 2023



La casa era molto grande, e il tempo davvero poco. Il gatto sonnecchiava sul davanzale di un pomeriggio inusuale e lento. Ada faceva un fracasso disordinato , ma per lei era la perfezione del mondo. Costruiva, incollava, dipingeva e ritoccava. Poi spostava, ritornava, staccava e riappoggiava. I cento cactus del giardino ridevano indifferenti all’affannarsi degli uomini, e anche lei era un po’ come loro: piena, spigolosa, tutta vita e con una grande abilità a prendersi dal niente tutto ciò che le serviva per fiorire. Creava opere immense raccogliendo i materiali dell’isola: pietre laviche, sassi di fiumi antichi, pugni di sabbia del deserto, posidonie dall’odore marino, frammenti colorati di case lontane, vetri smerigliati smussati dalle onde. Il sole africano riscaldava la terra nera e i turisti pallidi, mentre la sua creazione cresceva. L’isola le aveva risvegliato un contatto viscerale con la terra e ora stava seguendo l’istinto irrefrenabile di restituire all’isola il dono, mescendo i suoi stessi materiali con la pasta della sua femminile creatività. Era un dono viscerale e silenzioso, materico e primordiale. Lo avrebbe lasciato lì, così che il vento lo perfezionasse .





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