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Autoritratto

  • Immagine del redattore: Marialivia Sciacca
    Marialivia Sciacca
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Un ragazzo di 24 anni , allora un uomo più che adulto, scrive nel 1802:


Solcata ho fronte, occhi incavati intenti;

Crin fulvo, emunte guance, ardito aspetto;

Labbro tumido acceso, e tersi denti,

Capo chino, bel collo, e largo petto;


Giuste membra, vestir semplice eletto;

Ratti i passi, i pensier, gli atti, gli accenti,

Sobrio, umano, leal, prodigo, schietto;

Avverso al mondo, avversi a me gli eventi.


Talor di lingua, e spesso di man prode;

Mesto i più giorni e solo, ognor pensoso,

Pronto, iracondo, inquieto, tenace:


Di vizi ricco e di virtù, do lode

Alla ragion, ma corro ove al cor piace:

Morte sol mi darà fama e riposo.


Nel 2026 ragazzi di 17/18 anni invitati da me a emularlo, scrivono di sè con onestà e con più trasparenza del solito, lasciando lo scritto anonimo. Poi in classe sarà compito dei compagni ascoltare e indovinare chi si cela dietro quel ritratto, dietro l'ombra d'inchiostro di quei 18 sonetti. Silenzio e rispetto intorno, condivisione e scoperta.


 
 
 

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