Mi accingo a fare un lungo viaggio. Ne ho fatti davvero tanti in questi anni, di tanti tipi. Fuori e dentro di me .

Quello di questo Natale 2015 è il più tradizionale, un movimento da un luogo ad un altro lontano, in questo caso davvero molto lontano. Credo che più lontano dell’Australia dall’Italia vi sia solo Bora Bora ( e tra l’altro è un vero peccato !).

Attraverserò molti orologi e tanti climi e un po’ paur-adrenalina ce l’ho.

Mi è stato sempre detto che per spostarsi e vivere al meglio esperienze occorre essere radicati… e mentre penso questo, e mi proietto dall’altra parte del pianeta, e intanto cammino in pineta.. toh , becco 8senza cadere) una radice che sembra una figura. Sa di scultura primitiva, sa di raffigurazione antica e di tribale. Ma la radice, ha lo stesso schema dell’albero che è poi la sagoma di una persona.

Gli alberi non posso perdere il contatto con la terra, ne morirebbero istantaneamente.  Noi possiamo invece perderlo, ma è un ‘illusione data solo dal movimento.  Ci illudiamo di staccarcene e di fare da soli, perché la possiamo sorvolare senza di lei, e magari ci perdiamo.

Un albero a zonzo che guarda un sacco di cieli. E si immerge in un nuovo mare, senza affondare.

Questo sono e in viaggio sarò.