Ho partecipato i giorni scorsi a un evento di formazione sui social media.

Con mia sorpresa tra gli interventi ce n’è stato uno molto speciale, che riguardava più la formazione umana che quella tecnico-professionale.

La relatrice di cui parlo è Federica Angeli, una giornalista di Ostia che vive dal 2015 sotto scorta per aver denunciato fatti e persone mafiosi della sua città.  Credo che solo chi vive queste situazioni possa spendere una parola sulla propria personale esperienza. Quello che mi spinge a scriverne qui, su The Dreaming Side,  è una domanda. Quali sogni coltivano le persone che scelgono la prepotenza e il potere forzato come stile di vita? O come un bisogno quotidiano da servire e assecondare?

Leggo nel dizionario etimologico che “sogno” in senso figurato significa desiderio irrealizzabile oppure dolce idillio, fantasia. Non sono quindi contemplati come “sogni” i desideri perversi, distruttivi e onnipotenti. Ieri mentre Federica parlava dei suoi antagonisti ho sentito l’intensità della forza che spinge talvolta noi uomini a distruggere chiunque crediamo sia più fortunato di noi, chiunque nutra un sogno di felicità, e veda davanti a sé un orizzonte ampio.

Chi non ha sogni e futuro, ed è profondamente convinto di non poterli avere, non può permettere che gli altri ne abbiano.

Al termine dell’intervento di Federica abbiamo condiviso tutti un suo port sui fatti violenti a danno di alcuni giornalisti Rai accaduti a Ostia appena il giorno prima. Che proprio oggi sono stati arrestati. Certo, non c’è una relazione di causa-effetto tra gli eventi.

Però nei miei sogni sì.

 

Piena di speranza, ascolto