Calamita coast to coast – puntata 1 

(non ci si scappa)  

Nascere al mare e portare il cognome di un porto ti segna un po’ il destino. Capita che quando ti muovi, per vacanza, o per vivere un’esperienza fuori, scegli sempre un luogo abbastanza vicino dalla costa, meglio se la vedo. E quello che si vede e si rivede, si inizia a stravedere, ossia lo si desidera. E quel che si desidera, se non si può chiudere in tasca (ti bagneresti almeno un po’) si mette almeno nella macchina fotografica. Scattare foto è una compensazione di un desiderio di possesso, non sempre, ma accade. E col mare è intensificato. Sono stata molto colpita dalle foto in un giro alle 5  terre: a ogni scorcio di mare da favola era un ammasso di gente che fotografava. Mi sono chiesta quante persone nel mondo hanno a casa, in Utah, a Tokio o a Dusseldorf quel pezzetto di Manarola. Mi sono chiesta, guardandole mentre non si potevano perdere quell’immagine, quante dentro di loro, magari inconsapevolmente, desidererebbero che la loro vita respirasse ogni giorno l’atmosfera morbida, incantata e splendida di quel luogo.

 

QUI!: ma che alberi sono abeti marittimi?

Bea: Forse, beh oceanici mi sa!

QUI!: sono un attimo al mare…

Bea: wow, vere foto d’estate in riviera

QUI!: è il primo sabato caldo, milioni di bambini con cappellino si scatenano

Bea: summer madness. Io dormo, ma fan bene !

 

 

A destra, abeti oceanici

Sopra: cinque terre ( anch’io desidero)